Le basi
Si parte da qui: cos’è Dory, come capisce che stai uscendo o rientrando, come distingue chi vive con te e che tipo di promemoria può darti.
Si scrive Dory, con una O sola. Se ci hai trovati come Doory sei nel posto giusto: stesso oggetto, stesse persone. All’inizio il nome veniva da door, la porta, e si scriveva con due O. Poi lo abbiamo alleggerito. In televisione siamo andati in onda con due O. La storia del cambio è qui.
Dory è uno svuotatasche intelligente che sta accanto alla porta di casa. Quando prendi le chiavi ti ricorda tutto quello che ti serve prima di uscire: borsa da palestra, ombrello, farmaci, un regalo, qualsiasi cosa conti quel giorno.
Dory riconosce due gesti. Prendi le chiavi dallo svuotatasche: stai uscendo. Le riposi: sei rientrato. Da entrambi possono partire promemoria, messaggi vocali o automazioni di casa. Niente pulsanti, niente tocchi, niente comandi vocali: solo i gesti che fai già ogni giorno.
Due tipi: promemoria digitali e promemoria intelligenti. I digitali li imposti tu dall’app, o chi vive con te, e arrivano alla persona giusta quando prende le chiavi. Gli intelligenti li scrive da solo Dory, con il suo modello predittivo: unisce quello che gli racconti al primo avvio ai servizi che colleghi, come calendario, meteo e traffico. Più contesto gli dai, più diventano utili. Come arriva ogni promemoria lo scegli tu: voce, notifica o entrambe, persona per persona e tipo per tipo.
Durante la configurazione associ ogni mazzo a una persona di casa. Quando quel mazzo si alza, Dory lo riconosce e fa partire solo i promemoria di quella persona.
Le chiavi sono la scelta naturale: quasi tutti le prendono prima di uscire. Se qualcuno in casa non le porta, può associare al proprio profilo un altro oggetto che usa ogni giorno.
Sì, per ora non esiste una versione a batteria, quindi Dory resta sempre collegato alla corrente.
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