Cos'è Matter e perché cambia la casa intelligente

Una lingua comune fra dispositivi di marche diverse. E le tre cose che continua a non risolvere.

Di Pubblicato il 5 min di lettura

Illustrazione di una casa in sezione: lampada, termostato, sensore e presa smart condividono lo standard Matter.
Indice7 sezioni

Matter è uno standard che permette a dispositivi smart di marche diverse di parlarsi senza passare da un'app diversa per ognuno. Un dispositivo certificato Matter funziona con le piattaforme domestiche principali contemporaneamente. Non ti costringe più a scegliere un ecosistema e a restarci dentro.

Cos'è Matter

Matter è uno standard di connettività per la casa intelligente, basato sul protocollo IP, sviluppato dalla Connectivity Standards Alliance con le principali aziende del settore.

Il suo scopo è uno solo: ridurre la frammentazione. Prima di Matter ogni produttore parlava la propria lingua. Mettere insieme una lampadina di una marca, un termostato di un'altra e un sensore di una terza voleva dire tre app, tre account e automazioni che si fermavano al confine di ogni ecosistema.

Matter definisce un vocabolario comune. Una lampadina certificata dice "sono una lampadina, so accendermi, spegnermi e cambiare intensità" in un modo che ogni piattaforma capisce senza un'integrazione scritta apposta.

Come funziona Matter

Come una lingua condivisa che sta sopra alla rete di casa. I dispositivi certificati vengono aggiunti una volta e possono essere controllati da più piattaforme insieme.

La conseguenza pratica più importante si chiama multi-fabric. Lo stesso dispositivo può stare contemporaneamente in più ecosistemi. In una casa dove una persona usa iPhone e un'altra usa Android non serve più decidere chi ha ragione.

La seconda è la messa in servizio. Aggiungere un dispositivo certificato segue una procedura standard, di solito un codice da inquadrare, invece di un percorso diverso per ogni marca.

Schema Matter: la stessa lampada è controllata da Alexa e Google Home, attraverso due collegamenti distinti.
Lo stesso dispositivo in due ecosistemi: nessuno deve decidere chi ha ragione.

Cosa cambia Matter se hai dispositivi di marche diverse

Le automazioni smettono di fermarsi al confine. Un sensore di una marca può far partire una luce di un'altra senza passaggi intermedi e senza servizi di collegamento esterni.

Le persone della stessa casa non devono più usare lo stesso telefono. In una coppia con un iPhone e un Android è la differenza fra litigare e non litigare.

Cala il rischio di restare bloccati. Un dispositivo che parla uno standard aperto continua a funzionare anche se cambi piattaforma. Abbassa il prezzo di una scelta sbagliata fatta due anni fa.

In negozio cambia la domanda da fare. Da "funziona con il mio sistema" a "è certificato".

Matter, Thread e Zigbee: che differenza c'è

Stanno su tre piani diversi e vengono confusi di continuo.

Matter è la lingua. Definisce cosa un dispositivo sa dire e cosa gli si può chiedere. Viaggia su tre strade: Wi-Fi, Thread ed Ethernet. Tutte e tre restano dentro la rete di casa, quindi un dispositivo Matter continua a funzionare anche se salta la connessione a internet.

Thread è una rete radio a maglia, a basso consumo, pensata per i dispositivi a batteria. Per parlare con il resto della casa ha bisogno di un border router, ruolo che oggi svolgono molti speaker, display e hub. La versione 1.4, pubblicata dal Thread Group nell'autunno 2024, ha risolto il difetto più fastidioso: i border router che creavano ognuno una rete parallela, la causa più comune dei dispositivi che spariscono a caso.

Zigbee è un protocollo più vecchio, sempre della Connectivity Standards Alliance, ancora molto installato. Non è basato su IP, quindi ha bisogno di un hub suo e raggiunge le piattaforme Matter attraverso un bridge. Hub come Philips Hue, Aqara M3 e IKEA Dirigera fanno esattamente questo. È il motivo per cui una casa piena di Zigbee non va buttata.

Quanti dispositivi supportano Matter oggi

Il numero cambia ogni mese. L'unico posto dove è aggiornato davvero è il database dei prodotti certificati della Connectivity Standards Alliance. Chiunque pubblichi una cifra fissa la sta copiando da un comunicato vecchio.

Quello che non invecchia è la traiettoria. Matter è stato pubblicato a ottobre 2022. La versione 1.3, di maggio 2024, ha aperto agli elettrodomestici. La 1.5, ratificata a fine 2025, ha aggiunto le telecamere. La 1.6, del 17 giugno 2026, ha introdotto la configurazione via NFC: una lampadina si può associare prima ancora di avvitarla.

Le quattro piattaforme domestiche principali lo supportano tutte. Sul fronte open source, Home Assistant è stato il primo progetto a ottenere la certificazione Matter ufficiale.

Una cosa da guardare in negozio. Sulla confezione deve esserci il logo Matter, non la scritta "Matter ready". La seconda vuol dire che il produttore ci sta lavorando. A volte vuol dire soltanto quello.

Cosa Matter non risolve

Matter risolve l'interoperabilità e si ferma lì.

Non copre tutte le categorie di dispositivo. Se un prodotto fa qualcosa che il vocabolario comune non prevede, quella funzione resta raggiungibile soltanto dall'app del produttore.

Non rende uguali le piattaforme. Due ecosistemi possono supportare lo stesso dispositivo e offrire logiche di automazione molto diverse. Lo standard garantisce che si capiscano, non che sappiano fare le stesse cose.

Soprattutto, non migliora i trigger che hai già. Se le tue automazioni di uscita scattano tardi perché dipendono dalla posizione del telefono, con Matter continueranno a scattare tardi. Lo standard sposta i messaggi meglio. Non tocca il momento in cui vengono generati. Ne abbiamo scritto in perché le automazioni di uscita scattano in ritardo.

Serve Matter per automatizzare l'uscita di casa

Matter serve per collegare i pezzi. Da solo non risolve il momento dell'uscita.

Il collo di bottiglia non è la comunicazione fra dispositivi. È che manca un evento affidabile che dica "questa persona sta uscendo adesso". I trigger disponibili misurano posizioni, presenze o porte già aperte. Ognuno arriva dopo o senza identità. Abbiamo confrontato le alternative in trigger fisici per la smart home.

Dory nasce per generare quell'evento e consegnarlo alla casa che hai già. Riconosce due gesti: prendere le chiavi e riposarle. Sa anche di chi sono. Poi lascia che siano le tue automazioni a fare il resto. Sulla categoria abbiamo scritto la guida agli svuotatasche smart.

Domande frequenti

Dipende dai dispositivi. Alcuni si collegano direttamente alla rete di casa. Quelli a basso consumo hanno bisogno di un punto che faccia da ponte, ruolo che oggi svolgono molti speaker, display e hub domestici già in circolazione.

Sì. Le principali piattaforme domestiche supportano lo standard, ed è proprio il motivo per cui esiste. Un dispositivo certificato può essere collegato a più di una piattaforma contemporaneamente.

Alcuni sì, tramite un aggiornamento software, se il produttore lo rilascia. Altri restano fuori. Si possono raggiungere solo attraverso un hub che faccia da traduttore verso lo standard.

Matter è la lingua che i dispositivi parlano. Thread è una delle reti su cui quella lingua viaggia, insieme a Wi-Fi ed Ethernet, ed è pensata per i dispositivi a batteria. Un prodotto può essere Matter senza usare Thread.

Lo standard abilita il controllo locale, quindi un dispositivo può funzionare senza passare da un servizio esterno. Quello che succede ai dati dipende comunque dalle scelte del produttore e della piattaforma che usi.