Cos’è Matter e perché cambia la casa intelligente

Una lingua comune fra dispositivi di marche diverse e le tre cose che ancora non risolve.

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Illustrazione di una casa in sezione: lampada, termostato, sensore e presa smart condividono lo standard Matter.
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Matter è uno standard che permette a dispositivi smart di marche diverse di parlarsi, senza un’app diversa per ognuno. Un dispositivo certificato Matter funziona con tutte le principali piattaforme domestiche contemporaneamente, quindi non devi più scegliere un ecosistema e restarci chiuso dentro.

Cos’è Matter

Matter è uno standard di connettività per la casa intelligente, basato sul protocollo IP, sviluppato dalla Connectivity Standards Alliance con le principali aziende del settore.

Il suo scopo è ridurre la frammentazione. Prima di Matter ogni produttore parlava la propria lingua: mettere insieme una lampadina di una marca, un termostato di un’altra e un sensore di una terza voleva dire tre app, tre account e automazioni che si fermavano al confine di ogni ecosistema.

Matter definisce un vocabolario comune. Una lampadina certificata dice “sono una lampadina, so accendermi, spegnermi e cambiare intensità” in un modo che ogni piattaforma capisce senza un’integrazione scritta apposta.

Come funziona Matter

Funziona come una lingua condivisa che sta sopra la rete di casa. I dispositivi certificati si aggiungono una volta e si possono controllare da più piattaforme insieme.

La conseguenza pratica più importante si chiama multi-fabric: lo stesso dispositivo può stare contemporaneamente in più ecosistemi. In una casa dove una persona usa iPhone e un’altra Android non serve più decidere chi ha ragione.

La seconda riguarda la messa in servizio. Aggiungere un dispositivo certificato segue una procedura standard, di solito un codice da inquadrare, invece di un percorso diverso per ogni marca.

Schema Matter: la stessa lampada è controllata da Alexa e Google Home, attraverso due collegamenti distinti.
La stessa lampada, due piattaforme, nessuna app in più.

Cosa cambia Matter se hai dispositivi di marche diverse

Prima di tutto le automazioni smettono di fermarsi al confine. Un sensore di una marca può accendere la luce di un’altra senza passaggi intermedi né servizi di collegamento esterni.

Poi le persone della stessa casa non devono più usare lo stesso telefono. In una coppia con un iPhone e un Android, ognuno controlla la casa dal suo.

Cala anche il rischio di restare bloccati. Un dispositivo che parla uno standard aperto continua a funzionare se cambi piattaforma. Così una scelta sbagliata fatta due anni fa costa molto meno.

Infine cambia la domanda da fare in negozio: non più “funziona con il mio sistema?” ma “è certificato Matter?”.

Matter, Thread e Zigbee: che differenza c’è

Stanno su tre piani diversi e vengono confusi di continuo.

Matter è la lingua: definisce cosa un dispositivo sa dire e cosa gli si può chiedere. Viaggia su tre strade, Wi-Fi, Thread ed Ethernet, che restano tutte dentro la rete di casa. Per questo il controllo locale continua a funzionare anche se salta la connessione a internet.

Thread è una rete radio a maglia, a basso consumo, pensata per i dispositivi a batteria. Per parlare con il resto della casa ha bisogno di un border router, ruolo che oggi svolgono molti speaker, display e hub. La versione 1.4, pubblicata dal Thread Group a settembre 2024, permette ai border router di condividere la stessa rete invece di crearne ognuno una parallela, una delle cause più frequenti dei dispositivi che spariscono a caso.

Zigbee è un protocollo più vecchio, sempre della Connectivity Standards Alliance, ancora molto diffuso. Non è basato su IP, quindi ha bisogno di un hub suo e raggiunge le piattaforme Matter attraverso un bridge. Hub come Philips Hue, Aqara M3 e IKEA Dirigera fanno proprio questo. Per questo una casa piena di dispositivi Zigbee non va buttata.

Quanti dispositivi supportano Matter oggi

Il numero cambia ogni mese. L’unico posto dove è sempre aggiornato è il database dei prodotti certificati della Connectivity Standards Alliance, quindi una cifra fissa letta altrove è quasi sempre già vecchia.

Quello che non invecchia è la traiettoria. Matter è stato pubblicato a ottobre 2022. La versione 1.2, di ottobre 2023, ha aperto agli elettrodomestici. La 1.5, ratificata a fine 2025, ha aggiunto le telecamere. La 1.6, del 17 giugno 2026, ha introdotto la configurazione via NFC: una lampadina si può associare prima ancora di avvitarla.

Le quattro piattaforme domestiche principali lo supportano tutte. Sul fronte open source, Home Assistant è stato il primo progetto a ottenere la certificazione Matter ufficiale.

In negozio conviene guardare la confezione: ci deve essere il logo Matter, non la scritta “Matter ready”. La seconda vuol dire che il produttore ci sta lavorando. A volte vuol dire soltanto quello.

Cosa Matter non risolve

Matter risolve l’interoperabilità e si ferma lì.

Non copre tutte le categorie di dispositivo. Se un prodotto fa qualcosa che il vocabolario comune non prevede, quella funzione resta raggiungibile solo dall’app del produttore.

Non rende uguali le piattaforme. Due ecosistemi possono supportare lo stesso dispositivo e offrire logiche di automazione molto diverse: lo standard garantisce che si capiscano, non che sappiano fare le stesse cose.

Soprattutto, non migliora i trigger che hai già. Se le tue automazioni di uscita scattano tardi perché dipendono dalla posizione del telefono, con Matter continueranno a scattare tardi. Lo standard trasporta meglio i messaggi, ma non cambia il momento in cui nascono. Ne abbiamo scritto in perché le automazioni di uscita scattano in ritardo.

Serve Matter per automatizzare l’uscita di casa

Matter serve a collegare i pezzi, ma da solo non risolve il momento dell’uscita.

Il collo di bottiglia non è la comunicazione fra dispositivi. Manca un evento affidabile che dica “questa persona sta uscendo adesso”. I trigger disponibili misurano posizioni, presenze o porte già aperte, quindi arrivano tardi o senza sapere chi sta uscendo. Abbiamo confrontato le alternative in trigger fisici per la smart home.

Quell’evento lo genera Dory, lo svuotatasche smart compatibile con Matter. Quando prendi le chiavi Dory sa che stai uscendo e sa chi sei, poi passa l’informazione alla casa che hai già e lascia che siano le tue automazioni su Alexa, Google Home, Apple Casa o Home Assistant a fare il resto. Sulla categoria abbiamo scritto la guida agli svuotatasche smart.

Domande frequenti

Dipende dai dispositivi. Alcuni si collegano direttamente alla rete di casa. Quelli a basso consumo hanno bisogno di un punto che faccia da ponte, ruolo che oggi svolgono molti speaker, display e hub domestici già in circolazione.

Sì. Le principali piattaforme domestiche supportano lo standard, che esiste proprio per questo. Un dispositivo certificato può essere collegato a più di una piattaforma contemporaneamente, come fa anche lo svuotatasche smart Dory.

Alcuni sì, tramite un aggiornamento software, se il produttore lo rilascia. Altri restano fuori. Si possono raggiungere solo attraverso un hub che faccia da traduttore verso lo standard.

Matter è la lingua che i dispositivi parlano. Thread è una delle reti su cui quella lingua viaggia, insieme a Wi-Fi ed Ethernet. È pensata per i dispositivi a batteria. Un prodotto può essere Matter senza usare Thread.

Lo standard abilita il controllo locale, quindi un dispositivo può funzionare senza passare da un servizio esterno. Quello che succede ai dati dipende comunque dalle scelte del produttore e della piattaforma che usi.